Travacò si presenta: Storia

Storia

Ancora nel corso del XVI secolo l'attuale comune di Travacò Siccomario era suddiviso in una serie di piccole comunità autonome, ognuna delle quali eleggeva i propri amministratori a cui spettava il compito di prendere le decisioni inerenti la vita della comunità nel suo complesso.

Dal catasto cinquecentesco apprendiamo che esistevano allora le comunità di S. Maria della Strada, S. Maria de Travacò, Prodomascho, Valbona, Caruliano e Mezzano.

Praticamente invariata risulta la situazione due secoli dopo, all'epoca del catasto settecentesco. Ritroviamo tutti i comuni sopra elencati eccettuato Predamasco, che era stato aggregato alla comunità di S. Maria Travacò.
In periodo napoleonico si operò un accorpamento di tutte queste comunità in un'unità amministrativa. Come capoluogo venne scelta S. Maria Travacò, mentre Costa Caroliana, Mezzano, S. Maria della Strada e Valbona divennero frazioni.

Questo riordinamento rappresentava indubbiamente un fattore positivo per l'amministrazione quotidiana, ma ebbe vita breve: effettuato nel 1806 decadde infatti nel 1814.

Con il ritorno del Siccomario allo stato di Sardegna venne ripristinata l'antica divisione in cinque comunità autonome; divisione che durò anch'essa lo spazio di pochi anni, dal 1815 al 1818. Verso la fine del 1818, si operò un nuovo riaccorpamento valutando gli effetti negativi dell'ampio frazionamento, creando due comuni: Mezzano e S. Maria della Strada. Questa suddivisione rimase in vigore fino alla riunificazione dei due comuni che avvenne il 1 gennaio del 1873.

Con l'aggregazione di Mezzano a Travacò Siccomario, il capoluogo del comune divenne Travacò, mentre le frazioni passarono in totale a sette: Olmo, S. Maria della Strada, Predamasco, Costa Caroliana, Mezzano, Valbona e Cascina Colonne. E' da notare che a fine Ottocento esisteva, in frazione Valbona, la Cascina Novello, abitata in tutto da due famiglie. Per avere un'idea delle dimensioni del comune, possiamo rifarci ad un elenco del 1895, che segnala in tutto 285 case: le 84 del capoluogo e le 45 di Mezzano erano le piu' numerose.

Il legame che aveva unito per secoli il Siccomario a Pavia fu reciso nel 1743 quando, a seguito del trattato di Worms, si operò l'aggregazione di questo territorio al Regno di Sardegna.

Nel 1786, con la creazione del tribunale di Alessandria, il Siccomario venne a dipendere da questo organismo per tutto quello che attineva all'amministrazione della giustizia. Tre anni dopo, nel 1789, andò a far parte della provincia di Voghera.

I primi due decenni dell'Ottocento vedono nuovi cambiamenti. Con il decreto del 4 novembre 1800, che istituì il dipartimento dell'Agogna comprendente tutte le terre fra Ticino e Sesia, il "Siccomario" si trova per la prima volta unito con la terra lomellina.

Ritornò nuovamente a far parte della provincia di Voghera sulla base dell'editto del 7 ottobre 1814, con cui venne anche creato il mandamento di S.Martino comprendente, oltre a quel comune, anche quello di S. Maria della Strada. Fu poi di nuovo staccato da Voghera con l'ordinamento del 10 novembre 1818 per andare a far parte della neo-costituita provincia di Lomellina. Furono gli stessi abitanti del Siccomario che chiesero di essere aggregati alla Provincia di Lomellina perché riusciva loro molto scomodo recarsi a Voghera traghettando il Po soggetto a piene e a interruzioni frequenti.

La provincia di Lomellina venne abolita nel 1859, insieme al mandamento di S. Martino. Il Siccomario fu aggregato al nuovo circondario di Pavia, e tale rimase la sua appartenenza amministrativa sino al 1927, anno in cui furono soppressi tutti i circondari.